Cosa ci ha lasciato il lungo week end natalizio, a parte una discreta nausea causata da peregrinaggi vari da una tavolata all'altra?
1) I Lakers sono umani: personalmente la sfida natalizia mi ha molto deluso, soprattutto da parte angelena e, in particolar modo, la difesa "allegra" dei giallo oro, che ha improvvisamente trasformato Moon in una minaccia offensiva.
Impressionante è stato il notare l'effettiva impotenza di Ron Artest nei confronti di James, che quando gli era accanto sembrava suo padre.
Brown, che non è un cretino, deve aver studiato bene la partita perchè la maggior parte dei tiri di Lebron è arrivato vicino a canestro, dove aveva vita facile contro il "piccolo" (Oddio...) Artest.
2) Shaquille O'Neal è ancora vivo e, a tratti, dominante. Ma non è che i lunghi Lakers sono un tantino sopravvalutati nella loro metà offensiva?
3) Ron Artest ha ancora credibilità, e questa sarebbe la vera notizia.
Probabilmente inteneriti dal clima natalizio, tutti hanno creduto alla storiella del povero Ronino caduto dalle scale. Eppure quando si arrampicava sugli spalti a Detroit non sembrava un provetto "Manolo"...
Vedrete che prima o poi uscirà la verità (rissa? Violenze domestiche? Bastonate dal vicino??)
4) Con ogni probabilità vedremo il Mac, la sbiadita copia di quello che usava il tabellone per l'auto alley-oop, all'All Star Game. Anni fa ci si lamentava dell'influenza del popolo cinese, miliardo and counting, sulle scelte, decise tramite internet dai fan.
Ecco, chi gioca (a dire il vero pochino) a Houston con Yao?
Fate voi i conti.
5) Kobe Bryant è come Neo, il protagonista di Matrix: su un campo da basket, può fare qualsiasi cosa, a suo piacimento.
E difficilmente lo si riuscirebbe a fermare sparandogli, perchè ci sarebbero buone possibilità di vederne schivare i proiettili.
Altro che Lebron. L'"Eletto" è lui!
martedì 29 dicembre 2009
venerdì 25 dicembre 2009
giovedì 24 dicembre 2009
17 - Perchè i Sixers non corrono?
Ci sono squadre costruite male per un allenatore che le farebbe giocare in un modo differente e squadre costruite bene per un allenatore che potrebbe sfruttarne al massimo il potenziale e, invece, non lo fa.
In quest'ultima categoria rientrano tristemente i Sixers.
Eddie Jordan è l'uomo che può farli vincere se ce n'è uno nella lega: uscito da una discreta esperienza a Washington e New Jersey, dove si racconta fosse lui il vero artefice della Princeton che faceva vincere Kidd e compagni, sicuramente tra i migliori conoscitori dell'Est, il nostro è da sempre un filosofo della corsa e, appunto, gli è stata data in mano una squadra decisamente affine ai suoi dettami tecnici.
Eppure, vista da poco, Phila ha spesso in campo un quintetto da corsa che...gioca a metà campo!
E' un paradosso incomprensibile: Young, una gazzella, parte da PF, eresia nella maggior parte delle squadre (non giuriamo su D'Antoni e Nelson) che si spiega guardando l'uomo al comando del pino, e il resto del roster rimane decisamente elettrico. Williams, ad esempio, è un play da corsa e non vedo come Brand non possa giocare da C nella Eastern.
I Sixers faticano TERRIBILMENTE quando non corrono e, al contrario, mostrano lampi abbaglianti quando spingono lo spalding in transizione. Perchè Eddie, allora, non ne sfrutta appieno le potenzialità di una squadra che potrebbe vincere e dare pure spettavolo? Ad Atlanta ci sono arrivati, e le cose vanno benino.
Capisco che un Dalembert, che scoraggia le entrate dei piccoli (ma neanche poi troppo), può far comodo, ma se schieri lui, non mettergli accanto Thaddeus, che semplicemente NON PUO' giocare da ala forte in un sistema che non preveda un contropiede, per dirlo all'italiana, continuo.
Peccato, perchè avrebbero del potenziale, e Speights, uno che in una Princeton Offense sarebbe un discreto centro, se gli si insegnasse a fare l'"Amare", scalpita coperto da Brand, decisamente sottotono, segno che pur rallentando i ritmi, i lunghi non ne beneficiano, e l'haitiano, che si porta appresso un albatros da 10 Milioncini annuali.
A Portland sono in crisi perchè gli stessi soldi vorrebbero darli a Aldridge, uno da 20 a sera ad Est.
Fate voi i conti.
Concludo facentovi notare le ultime prestazioni di Bayless, che stanotte ha sforato il trentello a San Antonio. Ok, Roy era fuori, però Jerryd continua ad abbagliare per talento e grinta.
Che persino Coach McMillan si sia convinto?
In quest'ultima categoria rientrano tristemente i Sixers.
Eddie Jordan è l'uomo che può farli vincere se ce n'è uno nella lega: uscito da una discreta esperienza a Washington e New Jersey, dove si racconta fosse lui il vero artefice della Princeton che faceva vincere Kidd e compagni, sicuramente tra i migliori conoscitori dell'Est, il nostro è da sempre un filosofo della corsa e, appunto, gli è stata data in mano una squadra decisamente affine ai suoi dettami tecnici.
Eppure, vista da poco, Phila ha spesso in campo un quintetto da corsa che...gioca a metà campo!
E' un paradosso incomprensibile: Young, una gazzella, parte da PF, eresia nella maggior parte delle squadre (non giuriamo su D'Antoni e Nelson) che si spiega guardando l'uomo al comando del pino, e il resto del roster rimane decisamente elettrico. Williams, ad esempio, è un play da corsa e non vedo come Brand non possa giocare da C nella Eastern.
I Sixers faticano TERRIBILMENTE quando non corrono e, al contrario, mostrano lampi abbaglianti quando spingono lo spalding in transizione. Perchè Eddie, allora, non ne sfrutta appieno le potenzialità di una squadra che potrebbe vincere e dare pure spettavolo? Ad Atlanta ci sono arrivati, e le cose vanno benino.
Capisco che un Dalembert, che scoraggia le entrate dei piccoli (ma neanche poi troppo), può far comodo, ma se schieri lui, non mettergli accanto Thaddeus, che semplicemente NON PUO' giocare da ala forte in un sistema che non preveda un contropiede, per dirlo all'italiana, continuo.
Peccato, perchè avrebbero del potenziale, e Speights, uno che in una Princeton Offense sarebbe un discreto centro, se gli si insegnasse a fare l'"Amare", scalpita coperto da Brand, decisamente sottotono, segno che pur rallentando i ritmi, i lunghi non ne beneficiano, e l'haitiano, che si porta appresso un albatros da 10 Milioncini annuali.
A Portland sono in crisi perchè gli stessi soldi vorrebbero darli a Aldridge, uno da 20 a sera ad Est.
Fate voi i conti.
Concludo facentovi notare le ultime prestazioni di Bayless, che stanotte ha sforato il trentello a San Antonio. Ok, Roy era fuori, però Jerryd continua ad abbagliare per talento e grinta.
Che persino Coach McMillan si sia convinto?
martedì 22 dicembre 2009
16 - Il Mago: That pass!
Incredibile passaggio del Mago, risalente a due stagioni addietro.
E' poco conosciuto, mi piacerebbe riprorvelo.
E' poco conosciuto, mi piacerebbe riprorvelo.
15 - Horribulls
Io ho visto cose che voi umani non potreste neanche immaginare!
Se non avete assistito di persona al montaggio di una cucina Ikea, vi suggerisco caldamente di farlo: è un'esperienza di vita!
E' qualcosa di ingarbugliato, incredibilmente complicato e drammaticamente lungo: proprio come la stagione di una tra le nostre franchigie NBA preferite, i Chicago Bulls di quel Vinny Del Negro che appare sempre di più come la foglia autunnale di Ungaretti.
Stanotte l'incredibile: i Bulls, in totale controllo della partita, si fanno rimontare 35 (trentacinque) punti dai Kings in casa, non dai Celtics di Bird eh!
Eppure il finale della scorsa stagione lasciava intravvedere qualcosa di buono a venire: carattere, buon movimento di palla, talento.
Possibile che la partenza di Gordon abbia peggiorato COSì TANTO la situazione?
Mettiamoci il ritorno di Deng, mettiamoci gli indubbi miglioramenti di Noah, che rimane un attaccante limitatissimo ma almeno ci prova. Mettiamoci anche l'arrivo dal draft di Taj Gibson, gran difensore già pronto per battagliare sotto canestro (parliamo sempre del selvaggio Est).
Niente da fare. La partenza di Gordon ha significato soprattutto più responsabilità offensive per i compagni che, spesso, si limitavano ad assistere alle scorribande dell'ex U-Conn, uno da 20 a sera, non proprio il peggior attaccante della lega.
Se ne deduce: a) molti più minuti per Hinrich assieme a Rose, con tutto il bene che può scaturire, offensivamente, per gli avversari
b) molta più confusione sul ruolo di Rose, che lo scorso anno era una malcelata sorpresa ma che quest'anno ha tutte le difese addosso
c)molta più confusione nella mente di Del Negro, che non ha ancora trovato una rotazione intelligente.
Inoltre, l'evidente calo di Miller, che aiutava, e molto, la scorsa stagione, ha contribuito al brusco "risveglio" di una città che tutto si aspettava tranne figure di questo tipo (vedi sopra).
Andiamo ad Ovest: vista la nuova "striscia" dei Lakers?
Vincevano senza Gasol, vincono con Bryant meno un dito che, peraltro, fa cose assurde per qualsiasi altro essere umano (ma non per lui), vedi game winners contro Miami e Millie, aiutato anche dagli arbitri che gli concedono anche qualcosina in più (sicuri che l'entrata nel finale contro i Bucks non fosse passi, e che Bogut, in traiettoria, non potesse venir premiato con uno sfondamento?).
A questo punto il titolo possono perderlo solamente loro. Con le loro mani (o dita, in questo caso).
Se non avete assistito di persona al montaggio di una cucina Ikea, vi suggerisco caldamente di farlo: è un'esperienza di vita!
E' qualcosa di ingarbugliato, incredibilmente complicato e drammaticamente lungo: proprio come la stagione di una tra le nostre franchigie NBA preferite, i Chicago Bulls di quel Vinny Del Negro che appare sempre di più come la foglia autunnale di Ungaretti.
Stanotte l'incredibile: i Bulls, in totale controllo della partita, si fanno rimontare 35 (trentacinque) punti dai Kings in casa, non dai Celtics di Bird eh!
Eppure il finale della scorsa stagione lasciava intravvedere qualcosa di buono a venire: carattere, buon movimento di palla, talento.
Possibile che la partenza di Gordon abbia peggiorato COSì TANTO la situazione?
Mettiamoci il ritorno di Deng, mettiamoci gli indubbi miglioramenti di Noah, che rimane un attaccante limitatissimo ma almeno ci prova. Mettiamoci anche l'arrivo dal draft di Taj Gibson, gran difensore già pronto per battagliare sotto canestro (parliamo sempre del selvaggio Est).
Niente da fare. La partenza di Gordon ha significato soprattutto più responsabilità offensive per i compagni che, spesso, si limitavano ad assistere alle scorribande dell'ex U-Conn, uno da 20 a sera, non proprio il peggior attaccante della lega.
Se ne deduce: a) molti più minuti per Hinrich assieme a Rose, con tutto il bene che può scaturire, offensivamente, per gli avversari
b) molta più confusione sul ruolo di Rose, che lo scorso anno era una malcelata sorpresa ma che quest'anno ha tutte le difese addosso
c)molta più confusione nella mente di Del Negro, che non ha ancora trovato una rotazione intelligente.
Inoltre, l'evidente calo di Miller, che aiutava, e molto, la scorsa stagione, ha contribuito al brusco "risveglio" di una città che tutto si aspettava tranne figure di questo tipo (vedi sopra).
Andiamo ad Ovest: vista la nuova "striscia" dei Lakers?
Vincevano senza Gasol, vincono con Bryant meno un dito che, peraltro, fa cose assurde per qualsiasi altro essere umano (ma non per lui), vedi game winners contro Miami e Millie, aiutato anche dagli arbitri che gli concedono anche qualcosina in più (sicuri che l'entrata nel finale contro i Bucks non fosse passi, e che Bogut, in traiettoria, non potesse venir premiato con uno sfondamento?).
A questo punto il titolo possono perderlo solamente loro. Con le loro mani (o dita, in questo caso).
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